Donare e saper apprezzare ciò che ci è stato donato

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Donare e saper apprezzare ciò che ci è stato donato

“La vera felicità del dono è tutta nell’immaginazione della felicità del destinatario; anche nell’epoca dell’abbondanza il dono non è mai superfluo”

T.W. ADORNO

Sempre più spesso la conoscenza di persone che hanno avuto la sfortuna/fortuna di doversi sottoporre ad interventi di trapianto cardiaco con buon esito ci fanno riflettere sulla consapevolezza che un cuore altrui stia battendo nel loro petto; filosoficamente pensiamo a come sia incredibile che un battito continui a perpetuarsi in un’altra persona e quanto sia stata magica l’idea del Professor Barnard che nel 1967 condusse a Città del Capo il primo intervento di trapianto cardiaco.

Organi di serie A e serie B

E’ sicuramente più difficile e più improbabile che ci soffermiamo a riflettere che all’interno di un ginocchio o di una spalla di un nostro conoscente, operato per una ricostruzione ligamentosa o per una sintesi di frattura, possa esserci un frammento che una persona ha deciso di lasciare donare prima dopo la sua morte.

Certo è che il trapianto di un cuore, di una mano, di un volto o più semplicemente di un rene, abbiano un impatto mediatico e funzionale superiore rispetto a quello di un tendine o un osso, ma gli interventi di chirurgia ricostruttiva in ambito ortopedico hanno un frequenza quotidiana.

In questi casi la necessita’ di reperire un tessuto “da donatore” è dovuta alla assenza, nel contesto dello stesso paziente, di una struttura valida a ricostruire una articolazione danneggiata da un trauma. Il tessuto può essere utilizzato come uno stabilizzatore, se pensiamo alla ricostruzione legamentosa, o come un riempitivo/sostitutivo, nel caso di ricostruzioni ossee.

Il Chirurgo Ortopedico oggi può contare su una BANCA TESSUTI che ha a disposizione, accuratamente sterilizzati e preparati, diverse tipologie di tessuto (tendineo e osseo per quanto compete la branca ortopedica), che possono essere richiesti per diverse procedure programmate, con il consenso del paziente coinvolto nell’atto chirurgico.

I donatori di tessuti possono essere suddivisi in tre classi:

  • Donatori cadaveri a cuore battente (HB),  donatori cioè in cui la morte è stata accertata con criteri neurologici;
  • Donatori cadaveri a cuore fermo (NHB), donatori cioè in arresto cardiaco:
  • Donatori viventi, soggetti viventi che acconsentono alla donazione e al prelievo di  tessuti  durante un intervento chirurgico. 

Finché la medicina rigenerativa non ci darà tutte le soluzioni che cerchiamo, siamo noi stessi, nel presente e nel futuro a essere di aiuto a chi ne ha bisogno.

Per saperne di più:

By | 2019-07-03T12:32:35+00:00 luglio 3rd, 2019|benessere, medicina|Commenti disabilitati su Donare e saper apprezzare ciò che ci è stato donato

About the Author:

Sono un medico chirurgo ortopedico, ma soprattutto un uomo di famiglia e uno sportivo. Non amo la competizione ma stimo e offro la mia professionalità a chi compete, a tutti i livelli.